Immigration – Voici ce que pense Marine Le Pen !

https://www.youtube.com/watch?v=8wU4z7MvLm0

    26 6 2015 kobane dîmenen operasyona ypg كوباني أشتباكات وحدات حماية الشعب ضد مرتزقة داعش 

https://www.youtube.com/watch?v=KiVziMn8Xx8


     UKIP Steven Woolfe owns the immigration debate

https://www.youtube.com/watch?v=onrqRw9JWv8

       Raw video Syrian Air Force MIG 29 destroys Insurgents

https://www.youtube.com/watch?v=Xnzrzpf3sxE


        Dibattito sull'immigrazione

https://www.youtube.com/watch?v=srcqE10zyVI


        CRISI Siriana voci dal campo di Zaatari

https://www.youtube.com/watch?v=Pn-9UIU0_Vs

        Debate inmigración en Popular TV Parte 1 de 6 (Resumen)

https://www.youtube.com/watch?v=L6IjtKzaA84

         Syrian War 2015 Insurgents attack Assad checkpoint New HD

https://www.youtube.com/watch?v=4uATHTwEzAU

         طفل سوري ينشد بصوت رائع ومؤثر ليوقظ فيه الضمائر الميته - Syrian Revolution

https://www.youtube.com/watch?v=tuqsAn9UHdw

        Ships in Storm - Terrifying Monster Waves!

https://www.youtube.com/watch?v=2PGQy_rNX8o



Ogni immagine consiste in un fuoco, si aggancia ad una prospettiva, decade per un certo senso di
gravità dello sguardo. Ogni immagine realizza una dialettica polare tra lo spettatore e il suo campo
visivo, quale funzione della caduta della materia verso il basso.
È, in fondo, facile parlare così, senza eccezioni, decidere lapidariamente la direzione di qualcosa,
indiscutibilmente sanzionare l’ordine delle cose, lo statuto di un’immagine, in questo caso.
Forse, invece, tutto eccepisce la regola, anche l’immagine che sorge a fianco, sopra o sotto, queste
parole. Nell’inclinazione di una figura nota, dei contorni e limiti del mondo cosiddetto conosciuto,
si rivela la superficie stirata che abbiamo imparato a considerare immodificabile, ritratta nella
fissità cartografica che denuncia le conquiste e i limiti di corpi, governi, politiche internazionali,
semplicemente o fatalmente, vite.
Come se tutto stesse per precipitare, come se il mondo conosciuto stesse per rivoltarsi entro i
propri cardini. Sotto l’azione di un’improvvisa accelerazione gravitazionale, i contorni della terra,
dei suoi territori abitati, recintati e protetti dai concetti di nazione, popolo e cultura, si stingono in
una riedizione della Pangea primordiale o, quanto meno, vi alludono, accennando a un movimento
di perdita.
In questo grande pannello, affisso lungo i bordi di una sperduta arteria periferica di una qualsiasi
parte del globo (ha davvero senso [è una priorità l’orientamento] cercare di orientarsi quando
tutto sta cambiando?), quello che manca è la fissità, la determinazione dell’oggetto, il principio di
individuazione di uno spazio proprio. Quest’obbligo alla ridistribuzione del senso, questa
scompaginazione del noto ci aspettano senza tregua, tendono un agguato ai limiti dello sguardo,
alle periferie dell’attenzione lasciate aperte mentre si transita distrattamente lungo il luogo di
quest’insolita affissione.
Ma la vera indicazione di senso arriva dai colori di questa esposizione, dal tenore cromatico di
quest’immagine ai limiti della distinguibilità. Bianco e nero. Come dire la richiesta senza appello di
uno schieramento. Qui invece tutto è in discussione, in mescolamento, in caduta libera, in lento
sgocciolamento. Questo bianco e nero sono l’apogeo della neutralità, dell’indifferenza, una
irresponsabile accusa ad ogni ragione partigiana. Tu dove stai, a quale parte, partito, porzione di
spazio appartieni? Sud e nord, destra e sinistra, sopra e sotto decadono sotto il crollo di un unico
punto di riferimento, sotto il declassamento di una carta geografica a residuo di una realtà
implosa. Nessun esercizio di strabismo potrà farci riconquistare una terra vergine, al riparo da
attacchi o dal semplice vicinato, non si passa dal bianco al nero con facilità, cercando in ciò che
prima delimitava gli orizzonti di casa una nuova terra da abitare. Tutto sta per precipitare, tutto
cola, tutto cade, sta accadendo; non si capisce però dove né se ne conosce il verso.


Marco Pascarelli



black or white_soundtrack
duration: 10:55 min.


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